[Blitz EAF51 IL-2 page]
This is my work with the Full Mission Builder for the combat fly simulator "IL-2 Sturmovik". Missions made by Blitz, tested online with help of European Air Force crew and HyperLobby community. Earth, third stone from the sun.
 

02/07/2004

Ardennes 3 - Hosingen,

that damn last bridge

20 players (6 gunners), duration about 30 min.

Allied planes: 2 x P-38L, 4 x P-47D-27, 4 x P-51D-5NT.

Axis planes: 4 x Bf-109G-10, 6 x Ju-87G-1.

Description:

An american armoured division haven broken the lines at Clervaux, taking the bridge and the city. They are still moving toward east. Taking last bridge (west of Hosingen), the Wermacht Command placed at Hosingen and the Frankfurt airport will be occupied.

USAAF: P47 and P38, take bombs and rockets, ground attack vs tanks; P51 escort. You have to give support to the Shermans tanks, attacking the defences placed on the west side of the Hosingen bridge (attention: don't destroy bridge!!!) and a column of Tiger tanks before it enters firing range. The attak must take place at 12:12 because before the Tigers will be not in position. Once the defences will be put out action, patrol the Hosingen-Frankfurt road strafing every retreating enemy column.

LUFTWAFFE: Ju-87G-1, ground attack vs Sherman tanks; Bf-109G-10 escort. Attack american armoured division moving from west toward the Hosingen Bridge. Cover our retreting troups on the road for Frankfurt Airfield.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ponte di Hosingen

Dopo le belle giornate di fine novembre il tempo si è messo al brutto. Una settimana intera di nuvole basse, freddo, neve. I voli ridotti al minimo, in un paio di occasioni il Ground Control ci fa decollare alla ricerca di un Me 262 in ricognizione a bassa quota, naturalmente nella foschia non avvistiamo niente. Bazz ha trovato un pezzo di carrello di un Lysander modificato per gli atterraggi sulla neve e lo ha trasformato in uno snowboard, dopo aver accumulato molta neve sotto un hangar tenta alcune discese, tra lo spasso di tutti. Le giornate trascorrono grigie nell’inattività, sperando in un miglioramento del tempo. Improvvisamente il Comandante ci chiama a rapporto nella sala briefing. Prendiamo posto tra il solito fracasso di sedie spostate e chiacchiere indecenti e notiamo che con il Comandante c’è sul palco un alto ufficiale. E’ il Commodoro dell’Aria comandante la 2nd Tactical Air Force, da cui il nostro 51° St. ICAF dipende. E’ lui che comincia a parlare con tono piuttosto concitato. La Wermacht ha in corso una grossa offensiva nelle Ardenne e le colonne corazzate della 14ma e della 24ma PzDiv stanno pressando le difese di Bastogne. La 3rd divisione di fanteria americana è alle strette, accerchiata da tre lati. Per domani è previsto un miglioramento delle condizioni atmosferiche e quindi il 51° dovrà intervenire in appoggio a un contrattacco del 1° corpo corazzato di Bradley che cercherà di fare breccia nel settore nord dello schieramento nemico. Il nostro comandante ci spiega la missione: quattro P47e due P38  del 132° con carico completo di bombe e razzi dovranno attaccare le forze corazzate tedesche a ovest del ponte di Hosingen, quattro P51 del 155° saranno di scorta. L’Ordine di Battaglia prevede che il 132° sia guidato da Blitz, io sono suo gregario di destra, Chip al n° 3 e AI al n° 4. Italo guiderà la scorta. Il comandante ci fornisce anche alcune notizie riservate: nella zona è segnalato un gruppo di Bf109 G10 molto agguerrito, formato da tutti assi, al comando di “Killer” MeTiS. Ne fanno parte anche Jimmino, Banzai e Marin. Nelle vicinanze è stato dislocato anche un contingente di Ju87 G1 anticarro condotti da quella vecchia volpe di Nepe che probabilmente interverranno contro gli Sherman di Bradley. Ci siamo, oggi è il giorno. Dopo una veloce colazione usciamo all’aperto e restiamo abbagliati da una splendida giornata di sole, il paesaggio è coperto dalla neve e il silenzio è rotto solo dal rombo di un Wright Ciclone che gli specialisti stanno scaldando. Questi motori americani sono straordinari, vanno sempre, ma non reggono benissimo il freddo, niente a che vedere con i motori russi a cui eravamo abituati, un po’ spernacchioni, ma che col freddo davano il meglio di se. Controllo il carico del mio aereo con un vago senso di timore… 2000 lb di bombe, 6 razzi e 800 galloni di benzina avio… Il decollo sarà un affare delicato. Fortunatamente non c’è vento e il personale, lavorando tutta la notte, ha completamente sgombrato la pista di cemento. Con le mani intirizzite mi arrampico sul bestione. Al solito ho bisogno di aiuto, maledico la alta statura degli americani che ha spinto i progettisti di questo colosso a posizionare le cavità per salire così in alto. Col mio metro e 65 scarso devo saltare per raggiungere il primo appiglio... Lo spettacolo è magnifico, gli aerei, tutti in metallo naturale brillano al sole... Sono le 12:00, Blitz alza la mano destra e i potenti Wright si avviano in una nuvola di fumo nero. Il caposquadriglia si avvia e io lo seguo, due tacche di flap e accelero in progressione. Il colosso tenta al solito di imbardare sulla sinistra: la coppia di questo motore con la sua enorme elica a quattro pale è spaventosa, ma dopo il pessimo decollo di una settimana fa, quando ho quasi rotto il carrello e stavo per lasciare l’ala sinistra attaccata alla torre di controllo, stavolta ci vado piano contrastando di alettoni e con il piede destro lo tengo allineato alla striscia bianca di mezza pista, la velocità aumenta in modo impressionante e a metà pista sono già a 200 km/h. Lo tengo giù con la cloche e a 240 stacco. Tolgo i flap e alzo il carrello, mi allineo alla destra di Blitz e iniziamo un lento giro per raggruppare la formazione. Il GC ci contatta: “Attenzione bomber, notizia riservata – i carri nemici saranno in posizione NON PRIMA delle 12:12, aspettate sino a quell’ora prima di attaccare”. Diamo il “roger” in sequenza e ci mettiamo in rotta verso la cittadina di Houffalize. Oggi le comunicazioni radio non vanno benissimo, per un guasto della stazione di terra siamo tutti sulla stessa frequenza e c’è il solito “radiocaos”. Regolo il riscaldamento al massimo, il freddo mi attanaglia i piedi... Ci guardiamo intorno attenti, MeTiS e i suoi potrebbero essere già in volo... Siamo quasi in vista dell’obiettivo a quota 2000, quando dalla parte del sole ci piombano addosso i nemici. Blitz dà l’ordine e rompiamo verso destra. Il P47, molto appesantito dal carico non è brillantissimo, noi siamo a 320 Km/h e loro a oltre 500... un brivido mi corre per la schiena mi vedo già l’Mk108 di MeTiS fiammeggiare alle mie spalle... Ma questa volta la scorta riesce a intercettare i nemici, Blitz interviene in radio “siamo quasi sull’obiettivo, anche se non sono ancora le 12:12 attacchiamo lo stesso, altrimenti ci faranno a pezzi!”. Cominciamo a scendere e avvistiamo gli Stuka poco sotto di noi. E’ vero che il nostro obiettivo sono i carri ma quando uno stuka in livrea semi invernale mi passa davanti non resisto, una piccola correzione e le browning cantano, vedo pezzi di metallo che si staccano dal nemico e una scia di fumo, la distanza si riduce a meno di 100 metri il pilota si gira e lo riconosco, è Nepe, accidenti! La vecchia volpe però stavolta non può far nulla, gli sono arrivato addosso mentre era preso nel suo attacco, il suo mitragliere non deve avermi visto e ora cade in fumo. Vedo il ponte e Blitz davanti a me si allinea per attaccare. Siamo ora a quasi un chilometro, comincio a vedere le sagome dei Tigre defilate dietro alcuni parapetti... comincio a contare 1, 2, 3... Bombe alari via! Tiro la cloche virando a sinistra e vedo gli effetti delle bombe... In pieno sul concentramento di carri… un altro passaggio, cauto, ho ancora la bomba da 1000 lb sotto la pancia… sgancio da 150 mt di quota... Ora i razzi. Mi preparo con una scivolata d’ala sulla sinistra e scendo con un angolo maggiore. Miro al Tigre di destra che comincia a muoversi… Premo il pulsante e i razzi partono... Oh, mio Dio! Nello stesso momento in cui ho premuto il pulsante mi compare davanti l’aereo di Blitz che sta attaccando provenendo dalla sinistra poco più in basso di me... Una palla di fuoco e i resti dell’aereo del mio capogruppo cadono lentamente al suolo. Lo stomaco mi si chiude, un conato di vomito acre mi sale alla gola. Resto sconcertato per alcuni lunghi secondi… Uno scossone e una vampata sull’ala destra... Istintivamente tiro una virata a destra con tutto timone e mi giro a guardare cosa succede. Un 109 tinto di bianco a 150 metri da me sta stringendo la virata, le vampe delle mitragliatrici quasi mi abbagliano. Cloche a destra e poi alla pancia, mi lancio in una split S 500 mt dal suolo- Il terreno mi viene incontro velocissimo mentre il naso sale, sale… compare l’orizzonte e riesco a raddrizzarmi a 50 mt, mi guardo dietro e nessuno mi segue. Mi dico che per oggi ho sfidato sin troppo la fortuna e mi dirigo verso casa. L’atterraggio è triste, il pensiero di Blitz trasformato in calore e luce mi attanaglia… Mi avvio mesto al dispersal per il debriefing della missione... Un Mustang Recon ha scattato alcune foto. I Tigre sono stati distrutti, le colonne di Bradley, libere di intervenire,  hanno spezzato l’accerchiamento di Bastogne e la 3a divisione sta passando al contrattacco. Giunge una telefonata: Blitz è salvo! E’ stato raccolto dai carristi, un po’ ammaccato ma ancora in forma. Mi avvio al bar, quando lui raggiunge il campo faccio fatica a alzarmi dalla poltrona per il troppo whisky, gli vado incontro con andatura incerta e gli offro da bere.

Anche questa volta siamo tornati tutti alla base.

 

Thanks to Paolo "IlPesca"...

for his account of the adventure.

 

posted by Blitz51, 04:54 | link |